La scoperta dei talenti

Sofia in Rubedo
di Octavia Monaco

Nell’ambito del Festival donneversoilmareaperto che si svolgerà nei tre Lidi Nord , Marina Romea, Casal Borsetti e Porto Corsini, dedicato al logos femminile e all’espressività delle donne in vari settori, vengono proposti vari Laboratori per rilevare competenze artistiche, per imparare a narrarsi mediante l’autobiografia, per interpretare le emozioni della parola scritta, della teatralità e della letteratura. In particolare il Laboratorio per lo sviluppo dei Talenti aiuta a scoprire che, abbassando il livello di coscienza, la creatività nasce dall’interiorità “senza sforzo”, in sintonia con la propria natura.
Attraverso momenti di distensione immaginativa, e tecniche di espressione corporea, le due conduttrici Giancarla Tisselli e Laura Ballanti, psicoterapeute, accompagnano a prendere contatto con le immagini che spontaneamente scaturiscono dall’inconscio. Una musica appositamente scelta, guida il percorso immaginativo ispirandosi alle sonorità naturali in armonia con la vita e le sue infinite forze espressive. La musica è percepita non solo dall’udito ma è sentita anche dalla unità psiche- soma, favorendo il dialogo con l’interiorità. I gesti trovano espressione coi colori sulla carta, e le emozioni trovano la forma espressiva che ogni individualità vorrà esplorare: ideogrammi, simboli di animali, di personaggi interni, di immagini archetipiche come la Bambina-Anima, la Vecchia Saggia, prenderanno forma e si integreranno con regole cognitivo-comportamentali che favoriscono lo sviluppo dei talenti individuali.
Il Laboratorio si ispira al concetto di “Individuazione” intesa da C.G.Jung come la realizzazione di se stessi nella completezza di Conscio e Inconscio, non riguarda soltanto le istanze dell’Io , ma lo sviluppo della personalità intera, l’Archetipo della totalità che viene rappresentata dal Cerchio , dal Bambino dorato, o dal Mandala, simboli del Sé. Come il patrimonio che è dentro la ghianda ha il diritto di diventare una quercia, così il nostro “Tesoro” interno ha diritto di venire alla luce.
Di che materia sono fatta? Quali caratteristiche mi appartengono? Posso capirlo mediante il “Mi piace- Non mi piace”, io sono ciò che amo fare, ciò che mi interessa, ciò che mi riesce senza sforzo. La mia natura viene delineata dall’ascolto delle mie preferenze di gusto, e da quelle coincidenze significative che sgorgano dal Sé, che si presenta in alcuni momenti della vita in cui siamo chiamati dal destino a far cose che il nostro” Io” nemmeno immagina, intuizioni che possiamo imparare a riconoscere e valorizzare. Nelle fiabe si trova una “casetta nel bosco” per raccogliersi indisturbati e poter fare il proprio percorso introspettivo, anche oggi se riusciamo a trovare la “stanza tutta per sé” come auspicava Virginia Woolf, o la chiusura del vaso ermetico dalle interferenze dei giudizi altrui, come indicavano gli antichi alchimisti, potremo scoprire di che materia siamo fatti e di che colore brilla il nostro nucleo luminoso.
La ricerca dei Talenti, cioè di come l’energia vitale sceglie di esprimersi attraverso di noi, è un compito indispensabile per portare a compimento la nostra vita, il bene del creato ha diritto di svilupparsi attraverso l’espressione di ogni essere. Ognuno di noi è originale ed espressione di un’unicità.

Un pensiero su “La scoperta dei talenti

  1. Donna verso il mare aperto.
    Il Tempo passa e non ha ragioni…
    Il mio amore è una donna verso il mare aperto …
    e se mi mettessi a piangere
    chi crederebbe alla verità delle mie lacrime
    i colori dei tappeti vengon calpestati
    le gocce di rugiada sui petali di rosa
    le asciuga il sole
    e il mare aperto ingoia i bastimenti …e le sue donne …
    fili d’acqua e sale dagli occhi sono gli encausti sulla mia pelle
    di sconforti percepisco che l’amore se ne va
    e mi pesa sollevare il braccio addormentato dentro al sogno …
    di morbidi tocchi
    e di bianchi profumi
    mi avvolgi nell’abbraccio
    e si è soli nell’aria pizzicati dal dolore
    che vuole entrare
    allora piango solitario
    segnante di cime raggiunte
    e ingarbugliate ragioni
    per non morirne
    in mezzo al mare aperto.
    enrico tartagni

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