Giuliana Anicia è qui?

Marina Romea, mercoledì 18 luglio – spiaggia presso il Bagno Mercurio

In un tratto di spiaggia tra il mare, oggi di un blu intenso, frizzante di onde veloci, e la duna verdeggiante, una delle poche sopravvissute, si è compiuto un evento ricco di suggestioni. L’idea dell’artista Mariella Busi De Logu, su ricerca storica di Anna Valli Spizuoco, si è tradotta in uno spettacolo di grande qualità artistica, per interpretare con il linguaggio dei gesti, dei corpi in movimento, delle voci, dei colori e dei suoni la figura di una donna regale, Giuliana Anicia, principessa bizantina “illuminata”, che fece dono alla sua città di chiese, di edifici civili e dell’illustrazione miniata del Codice di Dioscoride. Uno spettacolo breve, ma intenso, a cui hanno collaborato tante donne ravennati di ogni età, che ha donato emozioni al pubblico accorso.

Mariella Busi De Logu direzione artistica e ideazione
Mariella Busi De Logu e Graziella Pagani sceneggiatura e scenografia
Selina Bassini coreografia
Elisabetta Gambi danza gestuale, solista
Michela Perla costumi e coordinamento azione
Letizia Tozzi pagina in ceramica del Codex di Giuliana Anicia
Beatrice Blosi, Veronica Boulus, Anita Fiorini,  Gina Fiorini,  Agata Lo Rizzo,  Martina Marendon,  Gina Miscioscia, Michela Perla,  Sara Tantaro,  Natalia Tozzi azione
Roberta Barbati, Donatella Galeotti, Barbara Bussoni, Martina Caroli, Claudia Papi, Donatella Rosso, Daniela Galli, Carla Perla, Carla Scala, Marina Zavaglia, Barbara Tagliatti, Silvia Tarroni, Ivana Rossi, Sara Maioli voci narranti
Anna Maria Valli Spizuoco testo recitato dal coro
Franco Maioli aiuto tecnico
Stefano Calvano, Riccardo Caroli, Riccardo Galeati,  Gilberto Mazzotti,  Luca Galeati suoni

“Ho scelto come luogo d’azione la spiaggia e così facendo mi sono posta al limite: di fronte  a me il mare che separa e unisce, alle mie spalle le dune e la pineta, come approccio alla città.
I piedi nella sabbia.

Nell’azione che fa parte di quegli eventi che si caratterizzano per la loro coscienza ecologica, interagiscono esclusivamente gli elementi del luogo: l’acqua, la sabbia, il vento.

L’acqua del mare che con il suo moto copre e scopre, la sabbia come grande pagina da segnare, il vento che trasporta rumori, suoni e odori.

Al limite, tra sabbia e mare, la prima pagina del  Codex realizzata in ceramica, simbolo di unione fra Oriente e Occidente.

Sulla sabbia la traccia di una grande rosa dei venti e un vulcano; dalla battigia le conchiglie.

Ho diviso l’azione in due parti.

La prima parte richiama la memoria con un coro di donne, vestite di nero, che evocano la figura di Giuliana Anicia, come portata dal vento di scirocco. Contemporaneamente otto ragazze, vestite di rosso, incidono una grande rosa dei venti sulla sabbia e la ricoprono di conchiglie, a immagine di mosaico. Al centro della rosa si modella un vulcano, dove si bruciano essenze profumate che il vento diffonde. L’azione è accompagnata da suoni realizzati con conchiglie, acqua, legni. I musicisti sono vestiti di bianco. E’ la rappresentazione, quindi, di un rapporto armonico tra uomo e natura.

Nella seconda parte lo sguardo si rivolge alla contemporaneità che sconvolge, distrugge l’equilibrio iniziale.
Crea scompiglio e spaesamento. Gesti, suoni e voci diventano convulsi. Le ragazze corrono verso l’acqua e la lanciano in aria, come volontà di spostarne la sede. La pagina di ceramica viene ricoperta dalla sabbia, la rosa cancellata con gesti di rabbia e il vulcano distrutto. Contemporaneamente il coro strappa fogli bianche della memoria. I suoni assumono toni drammatici e poi si bloccano all’improvviso.

Silenzio.

Le ragazze corrono verso il coro, insieme tendono le braccia verso l’alto ed esplodono in un urlo di rabbia.”

Mariella De Logu

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